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I DINTORNI

Il comune di Lastra a Signa ha avuto grande importanza per la sua posizione strategica fin dal Medioevo e desta interesse soprattutto a livello artistico e culturale. La chiesa più importante è la Pieve di San Martino a Gangalandi, situata nella frazione di San Martino a Gangalandi. Il toponimo deve il suo nome alle cave di pietra arenaria, da cui si ricavavano le "lastre", e dalla vicinanza con Signa. Di notevole interesse storico ed artistico è la Villa di Bellosguardo, meglio conosciuta come la Villa di Caruso. La cinquecentesca Villa di Bellosguardo, situata sulle colline circostanti Lastra a Signa, deve il suo nome alla spettacolare posizione. Nel 1540 la proprietà fu acquistata dalla nobile famiglia dei Pucci. Oggi lo spirito tardorinascimentale di villa Pucci sopravvive solo nel giardino, la cui decorazione statuaria si protrasse per molti decenni: le sculture di animali eseguite da Romolo del Tadda, coinvolto in quegli anni anche nella realizzazione del parco di Boboli, furono arricchite infatti dagli interventi degli eredi. Nel 1906 la Villa passò di proprietà al famoso tenore Enrico Caruso. Uno dei suoi biografi racconta che l'acquisto avvenne in seguito a una passeggiata in compagnia dell'innamorata Ada Giachetti, quando entrambi rimasero colpiti dal magnifico panorama e dal monumentale e scenografico parco. E’, oggi, nuovamente di proprietà del Comune di Lastra a Signa che l’ha riacquistata solo nel 1995.

Lastra a Signa

La splendida cittadina che per le sue vestigia artistiche e architettoniche è stata chiamata la "Perla del '500", conserva ancora oggi intatta la sua bellezza. Salendo per i ripidi borghi, il visitatore scoprirà bellissimi palazzi e chiese dove i massimi architetti del Rinascimento trasfusero la loro arte impareggiabile. Da vedere la splendida Piazza Grande, con il Duomo dalla facciata incompleta e il Palazzo Comunale; tutto intorno palazzi rinascimentali. Nella valle sottostante il paese, in un panorama indimenticabile, risalta la mole elegante del Tempio di San Biagio.

Montepulciano

In origine "Castello di Corsignano", Pienza prese il nome attuale in onore del Papa Pio II Piccolomini, che ne avviò, nella seconda metà del '400 la ristrutturazione con la quale si tendeva a concretizzare l'immagine utopica di città ideale. Tutto il borgo è un piccolo gioiello da vedere, ma in particolare bisogna soffermarsi nel Duomo, che raccoglie opere di Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni del Vecchietta, di Sano di Pietro.Adiacente al Duomo vi è il "Museo Diocesano", dov'è possibile ammirare opere della scuola del Sodoma e di Sano di Pietro, arazzi fiamminghi del '400 e '500. A pochi metri è invece il bellissimo Palazzo Piccolomini, edificato su disegno del Bronzino e del Beccafumi.

Pienza

Del borgo di Torrita di Siena si hanno notizie sin dal 1307. Il nucleo originario del borgo è adagiato su un colle ed è racchiuso entro i resti delle mura medievali. La piazza riassume, con la disposizione dei suoi edifici principali, i tre poteri: quello militare (la torre), quello civile (palazzo comunale) e quello religioso (la chiesa delle Sante Flora e Lucia); All'interno di questa si conservano tavole di Benvenuto di Giovanni e Bartolo di Fredi. L'attiguo Teatro degli Oscuri fu edificato nel XVIII secolo. Una curiosità: Torrita dette i natali a Ghino di Tacco, sulla cui celebre figura di brigante-gentiluomo i giudizi degli storici moderni sono ancora oggi divisi.

Torrita di Siena

La Val d'Orcia è forse la valle più caratteristica ed affascinante di tutta Italia. Riconosciuta, dal 2 luglio 2004 patrimonio mondiale dell'Umanità dall'UNESCO con la seguente motivazione: « il paesaggio della Val d'Orcia è stato celebrato dai pittori della Scuola Senese, fiorita durante il Rinascimento. Le immagini della Val d'Orcia ed in particolar modo le riproduzioni dei suoi paesaggi, in cui si raffigura la gente vivere in armonia con la natura, sono diventate icone del Rinascimento ed hanno profondamente influenzato il modo di pensare il paesaggio negli anni futuri. » La Valle attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da panorami paesaggistici di unica bellezza, e da svariati centri di origine medievale (tra i quali segnaliamo Pienza, Montalcino, S. Quirico d’Orcia).

Val d'Orcia

San Quirico d’Orcia è un borgo antichissimo di probabile origine etrusca. Esso acquistò importanza grazie alla vicina via Francigena. Federico Berbarossa, nel 1154 vi accolse gli ambasciatori di papa Adriano IV e questo avvenimento viene ancora oggi ricordato con la “Festa del Barbarossa”, la terza domenica di giugno. La Firenze di Cosimo I de’ Medici la acquisì nel 1559. La Collegiata di San Quirico e Giuditta è in stile romanico, con tre portali, di cui quello posto a mezzogiorno è attribuito a Giovanni Pisano. “Horti Leonini” (sec. XVI ) realizzati intorno al 1580 da Diomede leoni, sono uno stupendo esempio di giardino all'italiana., mentre la Pieve romanica di S. Maria Assunta è stata probabilmente costruita sui resti di un tempio precristiano.

San Quirico d'Orcia

L’incantevole borgo di Montalcino è posto sulla sommità di un colle dominante le valli dell' Orcia, dell'Arbia e dell'Ombrone. Nel giro della cittadina si possono ammirare - oltre gli splendidi panorami -numerose costruzioni medioevali,a cominciare dal palazzo Comunale - antica sede dei Priori - severa costruzione in pietra decorata da stemmi e sormontata da un'alta torre, da monumentali loggiati ad arcate gotiche e a tutto sesto dei sec.XIV –XV.Nel 2007, in località Poggio alle Mura, sono stati rinvenuti i resti fossili di una balena vissuta nella zona oltre quattro milioni di anni fa, nel periodo pliocenico in cui le calde acque del mare tirrenico ricoprivano l'area occupata dagli attuali vigneti.

Montalcino

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